Domeniche ecologiche: aria più pulita ma…
Sono, ormai, diventate una costante abitudine nella vita degli automobilisti… parliamo delle domeniche ecologiche dove a farla da padrone sono ciclisti e aria più pulita.
Certo, ogni tanto ecco che sorge qualche intoppo: gente non informata del blocco, permessi di circolazione elargiti in grande quantità e via, altre piccole grandi polemiche o puntualizzazioni.
Arriva, in questo caso, anche l’opinione di un noto pediatra milanese che ha realizzato per Adnkronos un indagine ad hoc sulle “controindicazioni” delle domeniche con blocco del traffico.
Ecco allora che, secondo il rapporto di Italo Farnetani emerge come l’effetto collaterale più eclatanti sono le ripercussioni su i rapporti familiari.
Tre le città prese a campione: Milano, Torino e Bologna.
Riportiamo a seguito, l’articolo apparso fra le pagine on line del sito adnkronos.com, per l’appunto.
Farnetani inizia il suo resoconto spiegando come la base della sua ricerca parta dagli ultimi dati istat su i comportamenti delle famiglie italiane.
Il pediatra ha così scoperto che:
‘nel capoluogo lombardo il 18% delle famiglie ha l’abitudine di pranzare o cenare insieme ad altri componenti del nucleo familiare o con gli amici più intimi di domenica. Un ‘rito’ che accomuna anche il 14% delle famiglie di Torino e il 20% di quelle Bologna. “Ebbene, con le domeniche a piedi 20.000 famiglie torinesi, 37.000 milanesi e 17.500 bolognesi saranno costrette a rinunciare al pranzo tutti insieme e a mangiare da sole”.
Non solo. “La lotta allo smog cittadino avrà delle ripercussioni anche sul rapporto fra nonni e nipoti“, assicura Farnetani, che ha sottolineato l’importanza di questo legame nel libro ‘Nonni autorevolì (Electa Mondadori). Dai calcoli del pediatra, a Torino vivono 190.000 nonni con nipoti sotto i 10 anni e 71.000 ricevono la visita di almeno un nipote di domenica. “Ebbene, questa volta nessuno busserà alla porta di 63.000 nonni”. Stesse conseguenze per i 275.000 nonni milanesi: in 73.800 non vedranno i nipoti. Mentre a Bologna (città con 85.000 nonni) a rimanere da soli saranno in 18.000.
Che dire poi delle merende con gli amichetti, tipiche della domenica pomeriggio? “Questa abitudine è condivisa da 23.000 bimbi di 3-10 anni a Torino, 35.000 a Milano e 8.500 a Bologna. Ma il fatto di non poter usare l’auto - dice Farnetani - lascia prevedere che almeno la metà salterà la merenda di gruppo“. Stessa cosa per le riunioni con i cuginetti: ce ne sono 20.000 di 3-10 anni a Milano, 20.000 a Torino e 7.500 a Bologna. “Anche in questo caso la metà non potrà vedersi”.
Insomma, se si guarda a questi numeri sembra proprio che i contraccolpi delle domeniche anti-smog saranno soprattutto a carico dei legami familiari. “Corriamo tutto il giorno, e la domenica è occasione per molti per fermarsi e riscoprire i rapporti con i propri cari“, nota Farnetani. Ma allora cosa fare? “Bisogna sempre insegnare ai ragazzi a rispettare le regole, dunque anche l’ordinanza anti-smog, perfino se non la si condivide. Ma è importante spiegare per quale motivo si cambiano le abitudini: questa può essere l’occasione - dice - per alimentare la loro elasticità mentale e insegnare una coscienza critica”.
Sicuramente per i nipoti distanti dai nonni sarà più complicato cercare di mantenere il legame. “Ma la domenica senz’auto può anche essere occasione per programmare una bella passeggiata, specie se i bimbi non sono piccolissimi. O inforcare la bicicletta, per muoversi tutti insieme”, suggerisce Farnetani. “Quello che è davvero importante è non chiudersi in casa, cosa che accadeva ad esempio negli anni ‘70. Meglio uscire, armarsi di ombrello o impermeabile se c’è qualche goccia di pioggia, e vedersi al parco sotto casa: anche così - conclude il pediatra - per i piccoli sarà un giorno di festa”.