Non se la passano certo bene i milanesi, e sono tantissimi, che si sono visti arrivare nella casella della posta un plico firmato da Equitalia, la società per azioni a totale capitale pubblico che si occupa della riscossione del credito su tutto il territorio nazionale.
Sono stati, infatti, oltre 20 mila gli sfortunati che hanno ricevuto un preavviso di fermo amministrativo dell’automobile.
Il motivo? Multe non pagate.
Il massiccio invio di raccomandate è dovuto al mancato pagamento di altrettante cartelle esattoriali scadute. Decorso il canonico periodo di 60 giorni in cui è possibile mettersi in regola con i pagamenti, Equitalia può richiedere il fermo amministrativo dell’auto con palesi spiacevoli conseguenze (annesse e connesse) che possono arrivare, nei casi più gravi, al pignoramento della propria casa.
Ma quali sono le voci dei debiti inevasi? Si può andare dalle multe per divieto di sosta, alla tassa per lo smaltimento dei rifiuti, dall’Inps all’Ici: in sostanza tutto ciò che la pubblica amministrazione ha chiesto, a suo tempo, di pagare. Nessun importo escluso, compresi quelli minimi. C’è chi si vedrà recapitare il preavviso di fermo anche per valori di 50, 100 euro, fino ad un massimo di 10mila euro di debito.
Dalla ricevuta della raccomandata c’è tempo infatti venti giorni per pagare il debito interamente o chiederne la rateizzazione. Alla scadenza dei 20 giorni infatti scatta in automatico l’iscrizione di fermo al Pra. A quel punto il veicolo non può circolare, se lo fa è a proprio rischio visto che non è assicurato. In caso di mancato pagamento scatta poi la procedura di pignoramento dei beni, in un crescendo di balzelli e addebiti.
La soluzione è dunque una sola: saldare il proprio debito.
Fonte: ilgiornale.it